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APPROFONDIMENTI

Tratto da Dispensa n. 1 - Gennaio 2018 del 01 gennaio 2018
Indebita compensazione di crediti inesistenti alla luce della recente giurisprudenza
Molto spesso, nell’ambito di una frode fiscale, il soggetto passivo può maturare ingenti crediti di imposta inesistenti, derivanti dall’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti che, successivamente, vengono utilizzati in compensazione di altri tributi (es. IVA, Irpef, Ires etc.), ad abbattimento del debito tributario complessivamente accumulato in un determinato periodo. In tale contesto, può realizzarsi la fattispecie di reato prevista e punita dall’articolo 10-quater del D.lgs. n. 74/2000 anche nella particolare ipotesi di crediti inesistenti utilizzati per far fronte a debiti tributari acquisiti da terzi con la peculiare procedura dell’accollo. Tale principio di diritto è stato recentemente espresso dalla suprema Corte di Cassazione, con una sentenza emessa in data 30 novembre 2017. Nel presente articolo saranno illustrate le argomentazioni logico-giuridiche espresse da parte del giudice di legittimità.
 
 

N. 2/2018

Periodo di riferimento:

dal 16 al 31 gennaio 2018

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Rassegna Stampa

19 gennaio 2018

Il Sole 24 ore
Semplificati, deduzione legata all’IVA
Gian Paolo Tosoni (pag.21)

Italia Oggi
Ue, Iva ad aliquote flessibili
Matteo Rizzi (pag.25)

Italia Oggi
Fondi sanitari, un fisco pesante
Fabrizio G. Poggiani (pag.27)

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