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11 agosto 2017
Prelievo solo sull’edificabilità, no alla plusvalenza per il terreno sul quale c’è un rudere
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 19129/2017, accoglie il ricorso della parte contribuente.
Per la Cassazione, il contratto stipulato per la vendita di un fabbricato ormai ridotto a rudere e del terreno sul quale insiste detto immobile non è soggetto a tassazione separata perché non c’è plusvalenza. Lo hanno affermato gli Ermellini della Suprema Corte con l’ordinanza del 1° agosto 2017 n. 19129.

Piazza Cavour ha accolto il ricorso di due cittadini che avevano impugnato la decisione della CTR: i giudici di merito avevano infatti valutato come legittimi gli accertamenti IRPEF notificati. Secondo la Cassazione «in materia di imposta sui redditi […] sono soggette a tassazione separata quali redditi diversi le plusvalenza realizzate a seguito di cessioni a titolo oneroso di terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo gli strumenti urbanistici vigenti al momento della cessione», e non anche i terreni sui quali insiste un fabbricato e quindi già edificati: «ciò vale anche qualora l’alienante abbia presentato domanda di concessione edilizia per la demolizione e ricostruzione dell’immobile e, successivamente alla compravendita, l’acquirente abbia richiesto la voltura nominativa dell’istanza».
 

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