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11 ottobre 2017
R&S per le biotecnologie, chiarimenti a 360°
Una nuova Risoluzione prende in analisi l’applicazione dell’agevolazione nell’ambito delle biotecnologie
Disco verde all’applicazione del bonus Ricerca & Sviluppo per gli studi clinici non interventistici. La conferma arriva dalla Risoluzione n. 122/E dell’Agenzia delle Entrate pubblicata ieri e contenente una decina di risposte in merito all’applicazione del bonus di cui all’art. 3 D.L. n. 145/2013 alle biotecnologie. Secondo quanto indicato gli studi clinici non interventistici, vale a dire quelli centrati su problemi o patologie nel cui ambito i medicinali sono prescritti nel modo consueto, conformemente alle condizioni fissate nell’autorizzazione all’immissione in commercio, sono sempre ammissibili al bonus. Invece, gli studi clinici di fase IV, che rappresentano degli studi cosiddetti post-registrativi, ossia condotti successivamente all'immissione in commercio del farmaco, sono riconducibili tra le attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, limitatamente agli studi di natura medico-scientifica, potendo essi rientrare nella “ricerca pianificata o indagini critiche miranti ad acquisire nuove conoscenze, da utilizzare per […] permettere un miglioramento dei prodotti, processi o servizi esistenti”, di cui alla lett. b) del comma 4 del citato art. 3, o nell’ambito della “acquisizione, combinazione, strutturazione e utilizzo delle conoscenze e capacità esistenti di natura scientifica, tecnologica e commerciale allo scopo di produrre piani, progetti o disegni per prodotti, processi o servizi nuovi, modificati o migliorati”, di cui alla lett. c) dell’art. 3.
 

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