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12 ottobre 2017
Equo compenso senza ricorrere al giudice
La proposta dei Sindacati punta a intervenire ex ante impedendo bandi, incarichi e affidamenti in deroga ai minimi
Una nota diffusa ieri dalle Associazioni di categoria dei Commercialisti richiama l’attenzione sull’equo compenso, sulle diverse proposte che si confrontano in Parlamento ed in particolare sulla sentenza n. 4614/2017 del Consiglio di Stato che ha dichiarato legittimo il comportamento del Comune di Catanzaro che ha indetto un bando di gara dove le prestazioni dei professionisti non prevedevano compenso.

La proposta avanzata dai Commercialisti è quella di prevedere norme che aiutino i professionisti ad ottenere un compenso, senza costringere il professionista a intraprendere un lungo e costoso iter giudiziario, nel quale si rischia la soccombenza.

“Sarebbe auspicabile” si legge nella Nota “iniziare a rendere obbligatorio il riconoscimento di equo compenso partendo dai contratti con la Pubblica Amministrazione (e con enti e società partecipate), si potrebbe intervenire ex ante impedendo bandi, incarichi e affidamenti in deroga ai minimi stabiliti da parametri e tabelle di riferimento o addirittura gratuiti, consentendo al professionista di percepire il proprio equo compenso senza dover ricorrere al giudice”.
 

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