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10 novembre 2017
Atto simulato la compravendita di un immobile tra parenti soci della stessa Srl
La Cassazione, con la sentenza 51078/2017, respinge il ricorso della parte contribuente. L’immobile era troppo lontano per giustificare la compravendita.
La compravendita dell’immobile in favore del socio di minoranza che, tuttavia, vive molto lontano, è da considerarsi come un atto simulato. Lo sostiene la Cassazione con la sentenza 51078/2017, che ha condannato il socio che ha acquistato con un mutuo l’immobile di proprietà della Srl.

Già la Corte d’Appello aveva condannato il socio, evidenziando come la distanza notevole (da un capo all’altro della penisola) facesse pensare che non sussistessero motivi di natura commerciale o personale; inoltre, la trattativa si era svolta nell’esclusivo ambito familiare, visto che padre e figlio erano entrambi soci della stessa Srl, la quale aveva venduto l’immobile pochi giorni dopo la notifica di un estratto di ruolo da parte dell’agente della riscossione. In questo modo, l’Erario aveva perso un’importante garanzia del credito vantato.
 

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