NEWS

07 dicembre 2017
Raddoppio dei termini per il Fisco anche se il reato è prescritto
La Cassazione, con l’ordinanza 28916/2017, accoglie il ricorso dell’Agenzia delle Entrate.
L’Amministrazione Finanziaria ha più tempo per gli accertamenti: il raddoppio dei termini è infatti consentito anche qualora il reato fiscale sia già prescritto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con l’ordinanza 28916/2017, con la quale il Palazzaccio ha accolto il ricorso delle Entrate.

La Corte ha ribaltato la decisione della CTR: la soglia della rilevanza penale – relativa al raddoppio dei termini – è da valutarsi al momento in cui è stata commessa la violazione. Ai fini del solo raddoppio dei termini, rileva l’astratta configurabilità di un’ipotesi di reato e non l’emanazione di una sentenza di condanna o di assoluzione da parte del giudice penale.
 

Stampato da www.solmap.it